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La casa degli artisti a Bruxelles

IMG_0004Il Thyl è una galleria d’arte collocata in una casa storica nel cuore di Bruxelles. Essa permette agli artisti e ai designer che sono esposti di accogliere i propri clienti e amici in un ambiente autentico. Possono ritrovarsi in condizioni simili a quelle che connobbe la piccola borghesia operosa del 19° secolo.

Sommaire

Localizzazion

Storia

Missioni

Il nome

Localizzazion

La galeria si trova al 14 de la rue des Eperonniers.

Questa via è parallela al lato sud della Grand Place. Conduce, dalla piazza Saint Jean alla piazza Marché aux Herbes.

Questa casetta (4x5m, 2 piani) si trova a pochi minuti a piedi dalla stazione centrale.

Si può raggiungere verso il Nord, in un quarto d’ora, l’aeroporto internazionale de Zaventem. Verso il Sud, in pochi minuti, si raggiunge la stazione du Midi, da cui partono i treni a alta velocità verso Parigi, Amsterdam, Colonia e Londra.

I mezzi di trasporti publici (Metro, STIB, De Lijn) hanno una fermata nelle vicinanza.

No è possibile citare tutti i musei, i siti culturali (l’Opera, « les Beaux Arts », « la Cinémathèque », i teatri…), les Scuole ( il « Conservatoire royal de musique », l’ « Ecole des Beaux Arts »,…), il Palazzo dei Congressi, i restauranti, i cinema che si trovano accanto, tanto sono numerosi.

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Storia

La carte Ferraris (1777) permette de ritrovare la « rue des Eperonniers » (sezione 76).

Ad una estremità della strada, la prima facoltà di medicina della città fu aperta da Giuseppe II nel 1788 nel l’ospedale San Giovanni. La sua attività continuerà fino alla sua demolizione nel 1848. La sua scomparsa fu accompagnata da un progetto immobiliare dal quale rimangono le gallerie Bortier (che tutt’ora ospitano ancora librerie e gallerie d’arte) e Saint Hubert (dove ci sono molti negozi di lusso).

Tra il 1790 e il 1860, lo sfruttamento del carbone e dell’acciaio consente al Belgio di essere, dietro al Regno Unito, la seconda potenza industriale del mondo.

Da Waterloo e Braine i contadini rovinati dai massacri organizzati sui loro campi nel 1815 si rifugiano di nuovo in città.

Per causa di incompatibilità religiosa le vecchie Province Unite del Sud si staccano dal regno dei Paesi Bassi per formare il Belgio nel 1830.

La casa del n°14 fu costruita nel 1820 nel impostazione d’un piccolo giardino collocato davanti a un altro palazzo del quale non rimane tutt’ora cha la facciata. Un portone e una successione di finestre sono ancora ben visibile. Delle aperture che permettono la communicazione con le case di fianco furono allestite nelle pareti.

I materiali di costruzione, dei mattoni « spagnoli » tutti di forma diversa, e delle travi dove i colpi di sega e di falcia si possono ancora vedere, sono certamente di ricupero.

soir 298aLa prima attività ad essere stata realizzata è la fabbrica di pipe di schiuma.

I nostri predecessori erano meno molto nutriti che noi: le loro piccole taglie fanno che sbattiamo la testa percorrendo la scala pianificata in1860. La vetrina, ed i voussettes della cantina sono stati posti lo stesso anno.

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Molto vicino, la « Maison du Peuple », ideata da Horta per il Partito Operaio belga, fu inaugurata nel 1899 (il POB fu costituito nel aprile 1885 nella « Maison du Cygne », Grand Place). Sua demolizione nel 1965 rimane una ferita per tanti.

Nel 1896, il Dott. Ovide Decroly lavora nella Clinica des Eperonniers (n° 42-44).

Nel 1901, è al n°51 via des Eperonniers che Alexandra David Neel fa stampare il suo « Pour la vie ».

Delle cartoline pubblicitarie conservate nell’Archivio della città, ci ricordano che dei gioielli furono realizzati al n°2 e al n°20, dei registri e altre attrezzature per ufficio al n°3, dei coltelli al n°4 (questo diventerà un negozio d’armi di lusso), delle scarpe al n°7, dei ombrelli e bastoni al n°10, dei fiori artificiali al n°20 e al n°32, dei bronzi per edifici ai n°65-67 e 5. C’era un artigiano d’oggetti in legno al n°16 (ci furono realizzati anche fiori artificiali al « Printemps perpétuel »), un parrucchiere al n°18, un mercante di stoffe e cravatte al n°19, un tipografo al n°25, un albergo « Du Grand Café » ai n°24-26, un falegname al n°29, delle mercerie ai n°28 e 40.

A l’altra estremita della strada, per causa di una mostra universale, nel 1910, il quartiere St Roch, che datava del Medio Evo, fu sostituito dai giardini del « Mont des Arts », fiancheggiati da studi di artisti, passeggiata che alcuni ricordano con piacere. Con il pretesto di un’altra mostra, saranno sostituiti nel 1957 da edifici imponenti.

Nel 1952 i lavori del collegamento tra le stazione del Midi e del Nord passando da la stazione Centrale, finiscono finalmente, lasciando in centro città una vistosa cicatrice.

A la stessa epoca, le passeggiate che conducevono verso il « bois de la Cambre » (i viali Louise, Longchamps e Loi) furono trasformati in autostrade urbane.

Nel 1944 il Belgio fa parte del Benelux che sarà il motore, nel 1951, della Communità economica del carbone e del acciaio poi del l’Unione europea che sarà ospitata a Bruxelles nel 1965.

Il quartiere generale della NATO si trova ugualmente a Bruxelles dal 1966.

I problemi politici hanno, nei anni 60, moltiplicato le administrazioni a Bruxelles.

Una modista a occupato il n°14 fino al 1976.

C’era un solo arrivo per l’acqua, in cantina (dove si trovava anche un mucchio di carbone). Ad ogni piano c’era un camino.

Una prima ristrutturazione a liasciato liberi i controsoffitti e le pareti accumulate nel corso dei decenni. La struttura riaparsa fu rinnovata. Dal 1982 al 1998 una libreria « le Bateau Livre » e la sua estensione, il sito « Cinérivage » (Françoise De Paepe) furono luogo d’appuntamento per molti amanti del cinema.

Al n°57, le edizioni « La Jeune Parque » (Jacques Antoine) chiudono nel 1975.

Al n° 5, il teatro dell’ « Ile Saint Louis », chiude le sue porte con la morte di André Roche nel 1989.

La libreria « La Proue » (Henri Mercier), al n°6 si ferma nel 1992.

Al n°14 un rinnovamento (facciata e camino, così come il tetto che minacciavanno di cadere in strada) si impose.

Gli anni successivi, dei locatari indelicati lasciarono, oltre a un affitto non pagato per anni, la casa devastata.

Missioni

Una casa si può considerare come un strumento. Offre una vitrina aperta su una città che accoglie visitatori del mondo intero. E un crogiolo dove le idee sono catalizzate tramite gli incontri.

L’accesso in macchina del centro città non è facile. I pendolari perdono spesso parecchie ore per entrare in città e uscirene. Il parcheggio è caro.

Un pedonale s’ingrandisce progressivamente. Permette a ognuno di camminare, de guardare intorno a sè, di conversare senza essere aggredito dalle odorose esplosioni dei motori delle macchine. La « rue des Eperonniers » si trouva al suo limite attuale.

Avere cura dei possibili vuol dire lasciare una speranza del al di là. L’imaginazione nasce dalla necessità. Sopravivere spesso dipende dal trovare un idea. La nascità d’un progetto, di un un servizio o di un oggetto fu l’opera dei creatori che ci hanno preceduti e che rimangono l’essenza dei artigiani che siamo. Gli artisti più particolarmente condividono con noi degli sguardi, degli slanci verso i sogni e la speranza.

Da questi fatti, ci è apparso opportuno proporre questa casa come luogo d’accoglio e di libertà.

Il nome

cropped-thyl1.jpg     Thyl è il nome del eroe legendario imaginato da Charles de Coster. Suo nome, Uylenspiegel in fiammingo significa, « civetta e specchio » il quale, in senso figurato, evoca il Γνῶθι σεαυτόν del tempio di Delfi.

Il racconto ci parla di trasgressione, di rivolta contro quel potere che pare ineluttabile e, che, finalmente, appartiene a quest’opinione commune che ci colla alla pelle e che ci impedisce di vedere la vita e le sue bellezze.